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Abbronzarsi in sicurezza

In previsione di una lunga estate assolata, chiediamo alla Dr.ssa Stefania Borsari*, dermatologa presso il nostro poliambulatorio, quali siano le precauzioni da prendere prima di esporre la pelle al sole

L’unico modo per proteggerci dai potenziali effetti nocivi del sole è usare la crema solare. Questa dovrebbe essere un’abitudine appresa fin dall’infanzia, considerando che le scottature solari in età infantile costituiscono un riconosciuto fattore di rischio per l’insorgenza di tumori cutanei.

La crema solare va scelta in base al “fototipo” cioè alla tonalità di cute, occhi e capelli, e al tipo di pelle; l’ideale sarebbe utilizzare creme che hanno un fattore di protezione ( SPF) 50 o 30, non inferiore. Non è vero che utilizzando una crema con un filtro protettivo alto ci si abbronza poco, in realtà ci si abbronza più lentamente e gradualmente, ottenendo un leggero colorito che dura più a lungo.

Perché sia efficace la crema va spalmata generosamente, su tutte le aree non coperte da indumenti, almeno 15 minuti prima dell’esposizione e va riapplicata ogni 2 ore circa e dopo ogni bagno. Non riutilizziamo mai la crema dell’anno passato, può aver perso efficacia.

Dobbiamo utilizzare la crema solare sempre prima di esporci al sole, anche se viviamo al mare e siamo esposti quotidianamente, anche se andiamo a fare un giro in bicicletta o una gita in campagna in una soleggiata giornata di primavera inoltrata.

Infine, non mettiamo la crema solare solo sui nei, non ha alcun senso: i nei sono naturalmente protetti dal sole perché contengono molta melanina, una sostanza che protegge le cellule dall’effetto dannoso dei raggi ultravioletti. La crema va messa ovunque.

È consigliabile fare una o poche lampade abbronzanti per preparare la pelle all’esposizione solare?

No. Anche una sola lampada o doccia abbronzante espone la pelle ad un’aggressione (alla quale essa risponde, come difesa, con un aumento della pigmentazione) potenzialmente dannosa. Le lampade abbronzanti, oltre ad accelerare ed esasperare il fotoinvecchiamento, con la conseguente formazione di rughe e macchie e la perdita di elasticità della pelle, aumentano il rischio di insorgenza di tumori cutanei, tra cui il melanoma.

Si pensi che in Australia, dove la popolazione presenta una pelle mediamente molto chiara ed è esposta naturalmente ad un’irradiazione solare intensa, le lampade abbronzanti sono state vietate.

Una considerazione a parte meritano alcune malattie della pelle (come la psoriasi ed alcune forme di eczema) che possono beneficiare dei raggi ultravioletti. In questi casi i vantaggi derivanti dalle lampade (ma si tratta solitamente di lampade apposite, utilizzate in ambiente medico) superano i rischi.

Cosa sono i nei? Cos’è il melanoma?

I nei sono macchie della pelle dovute all’accumulo di melanociti, le cellule che producono la melanina, responsabile dell’abbronzatura. È vero che i nei rappresentano un’anomalia della pelle, ma sono del tutto fisiologici, benigni. Alcuni sono presenti fin dalla nascita, ma di solito compaiono nel corso della vita. Possono essere piatti o rilevati, lisci o ruvidi, di colore variabile da rosa a marrone scuro, o addirittura blu.

La variante maligna del neo è il melanoma. Ma attenzione, solo il 20% circa dei melanomi origina da un neo preesistente che diventa maligno! Di solito il melanoma compare come un qualcosa di nuovo, che prima non c’era.

Il melanoma può essere letale se non si interviene negli stadi inziali. È un tumore da non sottovalutare!

A cosa dobbiamo prestare attenzione, quindi?

Una buona norma per tutti è l’auto-esame periodico della pelle, che prevede di controllare la parte anteriore del corpo e le zone coperte (come le aree genitali), chiedendo l’aiuto di un familiare per il dorso e il cuoio capelluto; si consiglia di farlo indicativamente ogni 6 mesi.

Un metodo approssimativo per capire se un neo è benigno o maligno è la regola dell’ABCDE: bisogna notare se il neo preso in esame presenta Asimmetria di forma, Bordi irregolari, Colore variegato, Dimensioni superiori ai 6 mm e se cresce, cioè se ha un’Evoluzione nel tempo.

Diciamo che i nei di grandi dimensioni con margini irregolari, oppure di recente comparsa e in crescita, o di vecchia data che mostrino cambiamenti di forma, colore, dimensioni o causino sintomi come prurito o sanguinamento spontanei, dovrebbero essere sottoposti all’attenzione dello specialista dermatologo.

*Medico Specialista in Dermatologia e Venereologia

Svolge attività assistenziale e di ricerca clinica presso la Skin Cancer Unit del Presidio Ospedaliero Santa Maria Nuova – IRCCS di Reggio Emilia, dove si occupa prevalentemente di nei e melanomi.

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