Ottobre è il mese della prevenzione del cancro al seno e dei tumori femminili

La farfalla addosso
Luglio 6, 2021
Tutto il rosa della prevenzione
Settembre 9, 2021

Il Dr.Daniele De Falco Alfano, radiologo senologo, ricorda quali sono i fattori di rischio da rimuovere ed i percorsi di screening e di diagnosi precoce da utilizzar.

Il cancro al seno è il tumore femminile più frequente in tutte le fasce d’età, sia in termini di nuove diagnosi che di numero di decessi oncologici ed a oggi continua a colpire una donna su otto. In Italia se ne registrano  oltre 50 mila nuovi casi l’anno. Un dato abbastanza rassicurante è invece la sopravvivenza che  a 5 anni è del 87% mentre a 10 anni dell’80%. L’analisi dei trend di sopravvivenza evidenzia un consistente aumento della stessa dalla seconda metà degli anni novanta fino ad oggi ove però si sta osservando una tendenza all’appiattimento di questa curva e quindi alla stazionarietà. Questo significa che si rendono necessari ulteriori interventi per far si che questa curva riprenda ad aumentare e che la sopravvivenza continui a migliorare. La riduzione della mortalità registratasi negli ultimi decenni viene attribuita principalmente all’anticipazione diagnostica che si è avuta con l’introduzione dello screening mammografico ma anche alla disponibilità di trattamenti oncologici sempre più efficaci.C’è da dire che il tumore al seno è una patologia che ha scosso l’intera comunità scientifica, la quale ha reagito spingendo la messa a punto di nuove metodiche diagnostiche, di nuove terapie ma anche di una vera e propria super-specializzazione, ossia la senologia. La senologia non è una specializzazione della facoltà di medicina: non esiste lo specialista senologo. Esistono diversi specialisti DEDICATI alla senologia: il radiologo senologo dedicato alla diagnosi, ossia alla scoperta delle lesioni, il  chirurgo, l’ oncologo ed il radioterapista impegnati nel trattamento delle stesse.

Parlando di prevenzione primaria, ossia quella che serve ad evitare l’insorgere della patologia Quali fattori di rischio riconosce il cancro al Seno?

Il primo fattore di rischio è l’età. Va sicuramente sfatato il mito che ad una certa età non si può più essere colpiti, in quanto è vero l’esatto contrario. Questo in breve perché con l’invecchiamento aumenta il rischio di mutazioni cellulari e si ha una inoltre riduzione della performance dei processi riparativi del DNA.Pertanto I controlli devono proseguire fino a quando una persona sta in buone condizioni di salute generale, anche dopo i 70-74 anni e cioè quando finiscono i programmi regionali di screening.Seguono fattori di rischio riproduttivi e ormonali, come una lunga durata del periodo fertile, con un menarca precoce e una menopausa tardiva e quindi una più lunga esposizione dell’epitelio ghiandolare agli stimoli proliferativi degli estrogeni ovarici; la nulliparità, una prima gravidanza a termine dopo i 30 anni, il mancato allattamento al seno, in quanto la ghiandola mammaria completa il suo sviluppo solo con l’allattamento e da qui in poi le cellule epiteliali iniziano a replicarsi più lentamente, riducendo il rischio di mutazioni.Fattori ormonali: incremento del rischio nelle donne che assumono contraccettivi orali o  terapia ormonale sostitutiva durante la menopausa, specie se basata su estroprogestinici sintetici ad attività androgenica; Fattori dietetici e metabolici: lo stile di vita influenza anche il carcinoma mammario. L’elevato consumo di alcool, la scarsa attività fisica e diete ipercaloriche, ricche di grassi animali e carboidrati semplici facilitano l’obesità o la sindrome metabolica (cioè obesità, alterato metabolismo glicidico (diabete o prediabete), elevati livelli dei lipidi (colesterolo e/o trigliceridi) e ipertensione arteriosa. Il tessuto adiposo, in particolare in postmenopausa rappresenta la principale fonte di sintesi di estrogeni circolanti, con conseguente eccessivo stimolo ormonale sulla ghiandola mammaria.

Pregressa radioterapia (a livello toracico e specialmente se prima dei 30 anni d’età). 

Precedenti displasie o neoplasie mammarie

Familiarità ed ereditarietà: nella maggior parte dei casi il cancro al seno insorge in maniera sporadica cioè in chi NON HA familiari colpiti.Solo il 5%-7% dei casi risulta essere legato a fattori ereditari, 1/4 dei quali determinati dalla mutazione di due geni oncosoppressori, BRCA 1 e/o BRCA 2. Le mutazioni deleterie, e cioè la perdita di funzione di questi due geni si associa ad un rischio cumulativo di ammalarsi, nel corso della vita, che va dal 40-85% e ciò giustifica l’indicazione alla mastectomia profilattica per i casi BRCA1 positivi ed annessectomia per i casi BRCA2 (come il famoso caso dI Angelina jolie).

Quali sono in controlli che le donne devono fare per diagnosticare il prima possibile un tumore al seno.

I controlli vengono oggi diversificati per profilo di rischio.

Dalla pubertà si raccomanda l’autoesame, da eseguire dopo la fine del periodo mestruale, quando la ghiandola è meno stimolata dagli estrogeni.

Non solo palpazione ma anche abituarsi a guardarsi periodicamente allo specchio per verificare la regolarità dei piani cutanei, del complesso areola-capezzolo, l’ eventuale comparsa di asimmetria (cioè mammelle di diversa dimensione) o di fossette, ossia di retrazioni della cute.

I primi controlli ecografici dovrebbero iniziare dai 25/30 anni con cadenza annuale.

Dai 40 ai 49anni è fortemente raccomandata una mammografia annuale, cadenza che ha dimostrato di ridurre la mortalità di un 20%. Dai 50 anni invece la mammografia è consigliata ogni due anni, intervallo che si associa al miglior rapporto rischio, legato all’esposizione a radiazioni/ e benefico di diagnosi precoce. 

A seconda della densità del parenchima mammario la mammografia mostra diversi livelli di sensibilità richiedendo molto spesso l’ecografica come completamento diagnostico.

L’ecografia in mani esperte consente di individuare lesioni non evidenziabili alla mammografia, consente di distinguere le lesioni solide dalle lesioni liquide, di esplorare le zone cieche così come le stazioni linfonodali dell’ascella, delle catene mammarie interne e delle regioni sovra- e sottoclaveari. Inoltre costituisce una guida semplice, veloce ed economica per le procedure bioptiche per le lesioni visibili all’ecografia.

Dr Daniele De Falco Alfano
Medico Radiologo Senologo
U.O. Prevenzione Oncologica
Ospedale Morgagni Pierantoni – Forlì
Collabora con il Poliambulatorio Noi con Te

Per favorire l accesso alla diagnostica ecografica senologica, in occasione dell’Ottobre Rosa, per tutto il mese il Poliambulatorio Noi con te offrira’ prestazioni ecografiche senologiche a prezzi di favore.