Antibiotici: un’arma spuntata?

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Dalla loro scoperta, gli antibiotici hanno rappresentato il pilastro della medicina moderna, ma il persistente abuso e l’uso inappropriato nell’uomo e nell’animale hanno favorito la diffusione dell’antibiotico-resistenza. Solo 70 anni dopo l’immissione in commercio di questi farmaci ci troviamo di fronte alla possibilità di un futuro senza trattamenti efficaci contro le infezioni batteriche!

La Giornata europea degli antibiotici ,che si celebra ogni anno il 18 Novembre, è stata istituita per far conoscere alla popolazione il problema dell’antibiotico-resistenza e favorire un uso corretto degli antibiotici al fine di mantenere l’efficacia di questi importanti farmaci. L’iniziativa si rivolge a un ampio pubblico che va dalla popolazione generale, agli operatori sanitari, dai decisori politici a coloro che lavorano nel settore agricolo e veterinario. L’Italia è prima in Europa per numero di morti legato all’ANTIBIOTICO-RESISTENZA e la maggior parte delle infezioni antibiotico-resistenti sono infezioni ospedaliere causate da batteri multiresisenti.

Dei 33.000 decessi che avvengono nei paesi UE ogni anno per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici, 10.000 si registrano nel nostro paese. In pratica il triplo delle vittime della strada.

Con il termine antibiotico-resistenza si intende la capacità di un batterio di resistere all’azione di uno o più farmaci antibiotici e quindi di sopravvivere e moltiplicarsi anche in loro presenza. Gli antibiotici hanno contribuito in modo determinante ad impedire la diffusione delle infezioni batteriche, riducendone al minimo le complicazioni gravi. Negli ultimi anni, tuttavia, antibiotici che erano comunemente utilizzati per curare le infezioni batteriche (come, ad esempio, la penicillina nella polmonite) sono divenuti meno efficaci o non funzionano più a causa dell’uso non del tutto appropriato che se ne è fatto nel corso del tempo ,sia in medicina umana che veterinaria. Gli antibiotici infatti, esercitando forti pressioni selettive sulla popolazione microbica, possono produrre effetti deleteri sulla salute degli esseri umani e degli animali, a causa della perdita di efficacia delle terapie, con conseguente rischio di maggior gravità e diffusione delle malattie stesse. Ogni batterio che sopravvive ad una cura antibiotica può diventare resistente alle cure successive, moltiplicarsi e trasferire la sua capacità di resistere agli antibiotici ad altri batteri. Un ulteriore problema è dato da batteri che diventano resistenti a più antibiotici contemporaneamente (multi-resistenza) poiché in questi casi trovare una cura diventa molto difficile. La diminuzione dell’efficacia degli antibiotici esistenti, infatti, non è compensata dalla scoperta di nuove molecole e con l’aumento della resistenza diventerà sempre più difficile guarire dalle infezioni. Se nel futuro gli antibiotici dovessero diventare inefficaci e si dovesse verificare quella che viene definita era post-antibiotica, anche le infezioni comuni e le ferite leggere curate facilmente per decenni potrebbero tornare ad essere di nuovo una minaccia per la salute. Inoltre, diventerebbe rischioso effettuare operazioni chirurgiche od eseguire trapianti, impianto di protesi o trattamenti di chemioterapia.

Per prevenire lo sviluppo dell’antibiotico-resistenza è fondamentale limitare l’uso degli antibiotici ai casi in cui sono veramente necessari e seguire alcune semplici regole:

  • non chiedere antibiotici al proprio medico di famiglia se questo/a non li ha prescritti
  • prendere gli antibiotici seguendo esclusivamente le indicazioni del medico
  • completare l’intero ciclo di cura anche se ci si sente meglio
  • chiedere al proprio medico come comportarsi se ci si dimentica di prendere una dose
  • non prendere di propria iniziativa gli antibiotici avanzati da una precedente cura
  • non prendere mai gli antibiotici prescritti per un’altra persona
  • non prendere mai gli antibiotici in caso di raffreddore e/o influenza

L’assunzione di antibiotici contro infezioni batteriche leggere, come alcuni tipi di mal di golabronchiti o otiti, risulta spesso superflua poiché, nella maggior parte dei casi, per guarire da tali malattie è sufficiente l’azione del sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario). In questi casi si possono prendere farmaci per alleviare i fastidi presenti (per esempio, antinfiammatori). Se, invece, i sintomi dovessero aggravarsi e persistere per più giorni, è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante che, nel caso di un’infezione batterica, prescriverà gli antibiotici.

Ci sono però dei casi in cui è necessario consultare subito un medico, in particolare quando la persona:

  • ha più di 65 anni
  • soffre di asma o di diabete
  • ha una malattia polmonare cronica (per esempio la bronchite cronica o l’enfisema)
  • ha problemi cardiaci
  • sta prendendo farmaci che inibiscono il sistema immunitario (per esempio cortisone o farmaci chemioterapici)

Per evitare di infettarsi con batteri antibiotico-resistenti è buona norma fare attenzione all’igiene: lavarsi le mani regolarmente con acqua e sapone, soprattutto dopo aver usato il bagno, prima di mangiare, prima di preparare i cibi e dopo la manipolazione di carni crude. I prodotti alimentari di origine animale sono spesso contaminati da batteri e quindi possono costituire una via di trasmissione anche di batteri antibiotico-resistenti. Anche frutta e verdura possono essere una via di trasmissione, se venute a contatto con rifiuti animali o acqua contaminata, quindi è importante lavarle bene e mantenere le superfici di lavoro della cucina sempre pulite.

L’utilizzo non corretto degli antibiotici in medicina veterinaria, oltre a comportare un aumento del potenziale rischio sanitario per gli allevatori, può essere responsabile della riduzione sia dell’efficienza degli allevamenti sia della sicurezza delle produzioni. Se da un lato, infatti, sono già noti il rischio di contaminazione ambientale, dovuto alla presenza di germi resistenti nelle deiezioni degli animali trattati, e il rischio diretto per veterinari, allevatori e addetti ai lavori di acquisire resistenza agli antibiotici attraverso l’esposizione protratta o ripetuta a essi (ad esempio, attraverso la preparazione di mangimi medicati), dall’altro, l’impatto che l’impiego di antimicrobici nel settore zootecnico ha sul rischio di trasmissione di batteri resistenti all’uomo, in particolare attraverso il consumo di alimenti di origine animale, necessita di ulteriori approfondimenti. L’utilizzo prudente degli antibiotici, inoltre, non può che essere strettamente connesso all’applicazione di elevati standard di benessere in allevamento e di biosicurezza aziendale.

 L’antibiotico-resistenza è dunque oggi uno dei principali problemi di sanità pubblica a livello mondiale e, negli ultimi decenni, gli organismi internazionali tra i quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), hanno prodotto raccomandazioni e proposto strategie finalizzate a contenere il fenomeno con un approccio “One Health” che considera in modo integrato la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente.

European Centre for Disease Control and Prevention (ECDC). European antibiotic awareness day

EpiCentro (ISS). Antibiotico-resistenza

Ministero della Salute. Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza (PNCAR); 2017-20

Dr.ssa Gabriella Tartarini
Direttrice Sanitaria
Poliambulatorio Noi con te