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TUTTO IL ROSA DELLA PREVENZIONE

Anche quest’anno ottobre è il mese internazionale della prevenzione del cancro al seno. Molte aziende sanitarie pubbliche, strutture private ed associazioni hanno messo in campo iniziative che hanno lo scopo di sensibilizzare un numero sempre più ampio di persone sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella.

Per ogni donna la prevenzione deve essere sinonimo di promozione del proprio benessere e della propria salute.

4 regole d’oro :

  • CONSAPEVOLEZZA
  • INFORMAZIONE CORRETTA
  • STILE DI VITA SANO
  • CONTROLLI PERIODICI A TUTTE LE ETA’

In tutto il mondo occidentale il cancro della mammella è il primo tumore femminile per numero di casi ,( colpisce 1 donna su 8; 52.800 nuovi casi nel2017) e la sua incidenza è in costante aumento, tanto da essere considerato alla stregua di una vera e propria malattia sociale. Grazie , però, ai continui progressi della ricerca, agli screening ed ai controlli clinici precoci, nonostante il continuo aumento dell’incidenza, di tumore al seno si muore meno che in passato. 

Sono stati identificati molti fattori di rischio, alcuni modificabili, come gli stili di vita, altri invece no, come l’età (la maggior parte di tumori del seno colpisce donne oltre i 40 anni) e i fattori genetico-costituzionali.

I fattori protettivi legati alla vita riproduttiva sono : un periodo fertile breve (prima mestruazione tardiva e menopausa precoce), una gravidanza in giovanissima età e l’allattamento protratto.

 Tra gli stili di vita dannosi ricordiamo : una alimentazione povera di vegetali e fibre e ricca di grassi animali, l’alcool, il fumo e la sedentarietà.

Il 5-7 per cento circa dei tumori del seno è ereditario, legato cioè alla presenza nel DNA di alcune mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2.

La prevenzione del tumore del seno deve cominciare da giovani, imparando a conoscere il proprio seno con l’autopalpazione eseguita con regolarità , magari sotto la doccia. Questa abitudine consentirà, in futuro, di rilevare i piccoli cambiamenti che insorgeranno nella ghiandola mammaria. E’ indispensabile, poi, effettuare controlli clinici annuali del seno , eseguiti dal ginecologo o dallo specialista senologo, affiancati dalla ecografia nelle donne giovani e dalla mammografia dopo i 40/45 anni.

VISITA SENOLOGICA

CHE COS’E’?

La visita senologica è un esame completo del seno, completamente indolore, eseguito senza impiego di strumentazione, che viene eseguito da un medico senologo

A COSA SERVE?

L’obiettivo della visita senologica è individuare o escludere la presenza di una patologia che interessa il seno.

COME SI SVOLGE?

Nella prima parte della visita il medico raccoglie quante più informazioni possibili sulla storia clinica e le abitudini di vita della donna: presenza di tumori in famiglia, malattie, età del primo ciclo mestruale o della menopausa, gravidanze, allattamento, terapie ormonali, assunzione di farmaci, stile di vita (alimentazione, fumo, alcool, attività fisica, ). Nella seconda parte della visita si procederà con l esame clinico propriamente detto, che si basa sulla osservazione e la palpazione accurata di entrambe le mammella. La visita viene di solito completata dall’ECOGRAFIA .

ECOGRAFIA DEL SENO

Che cos’è?

E’ un esame di diagnostica per immagini, non invasivo, indolore, che studia il parenchima mammario e i cavi ascellari. Si basa sull’utilizzo di ultrasuoni e serve a diagnosticare prevalentemente noduli della ghiandola mammaria, l ’infiammazione del parenchima ed eventuali alterazioni dei linfonodi del cavo ascellare.

A COSA SERVE?

Per la sua specificità a studiare la ghiandola densa, tipica delle donne giovani, costituisce l’esame di 1° livello sotto i 40 -45 anni e il completamento diagnostico alla visita senologica; serve inoltre a completare l’ accuratezza diagnostica dello screening  mammografico e a migliorarne la sensibilità. E’ inoltre l’esame piu’ idoneo ad esaminare il seno delle donne gravide .

COME SI SVOLGE?

 L’ecografia mammaria è un esame che può essere effettuato in qualsiasi fase del ciclo mestruale, anche se viene preferita la fase post mestruale (5°-12° giorno del ciclo). L’accertamento ecografico dura 10-15 minuti.

Il medico applica un sottile strato di gel sul seno della paziente, che viene fatta sdraiare su un lettino, con il braccio corrispondente alla mammella sotto indagine, flesso, e con la mano sopra la testa,. Questa posizione consente un appiattimento della ghiandola e anche una maggiore immobilità nel corso dell’esame.

Si studiano su uno schermo le immagini ottenute, esplorando sistematicamente i vari quadranti mammari con la sonda ecografica.

Gli ultrasuoni vengono riflessi in modo differente dai diversi tessuti: per questa ragione l’ecografia può distinguere tra la natura solida o liquida di un nodulo, ma può anche cogliere i caratteri intrinseci di un’eventuale lesione. 

LO SCREENING MAMMOGRAFICO

Il programma regionale prevede l’invito ad eseguire la mammografia annuale a  tutte le donne dai 45 ai 49 anni e biennale dai 50 ai 74 anni per la diagnosi precoce dei tumori della mammella.

Questi i dati di avanzamento e adesione al programma di screening al 1° gennaio 2019:

Donne residenti/domiciliate in Emilia-Romagna Invitate Donne che hanno eseguito la mammografia
45-49anni 189.267 99% 70%
50-69anni 640.050 97% 69%
70-74anni 131.475 97% 70%

I risultati sono molto buoni e stabili, sia per quanto riguarda l’invio degli inviti che l’adesione, in tutte le fasce di età. La partecipazione costante è fondamentale per identificare i tumori della mammella in uno stadio precoce e diminuire la mortalità per questo tumore.

L’attenzione delle donne dell’Emilia-Romagna alla prevenzione è documentabile attraverso il sistema di sorveglianza PASSI, che tutti gli anni intervista un campione di cittadini su diverse tematiche relative alla salute tra cui anche l’utilizzo della mammografia in assenza di sintomi. In particolare per il periodo 2015-2017 si è potuto stimare che l’88% delle donne di 50-69 anni della regione ha eseguito la mammografia negli ultimi due anni, nel programma o spontaneamente, mentre a livello nazionale il valore è del 73%.

 Il programma si caratterizza in un percorso diagnostico-terapeutico integrato, totalmente gratuito, che accompagna la donna dal test di screening fino agli eventuali approfondimenti e, se necessario, ai successivi trattamenti di cura e follow-up.

La qualità del programma è costantemente monitorata in ogni sua fase: dall’invio degli inviti al rigoroso controllo e aggiornamento delle apparecchiature utilizzate, dalla lettura indipendente di ogni mammografia da parte di due radiologi, all’accompagnamento nel percorso di cura quando necessario. Gli operatori sanitari coinvolti nel programma possiedono elevata competenza ed esperienza, garantite anche da formazione e aggiornamento specifici, inoltre la maggior parte di loro sono dedicati esclusivamente allo screening. Il buon livello raggiunto è probabilmente percepito anche dalle donne che partecipano, come dimostra l’alta adesione al programma, in particolare per le donne che hanno già aderito una prima volta. Eventuali criticità nel percorso, emerse dalle segnalazioni o dagli indicatori di qualità, vengono discussi nei seminari e in gruppi di lavoro specifici al fine di individuare le soluzioni più appropriate.

Il Piano nazionale della Prevenzione 2014-2018 prevede, tra gli obiettivi ,anche l’identificazione dei soggetti a rischio eredo-familiare per tumore della mammella (figlie, nipoti) tramite la definizione di percorsi specifici, integrati con i programmi di screening.

La gratuità e l’offerta attiva favoriscono l’equità di accesso a tutte le donne interessate, residenti e domiciliate, senza distinzione alcuna di razza, religione o appartenenza a strato sociale e costituiscono un riconoscimento del valore e del significato sociale dello screening.

Eseguire regolarmente la mammografia riduce molto, ma non annulla, il rischio di una successiva diagnosi di tumore della mammella in fase avanzata. I dati scientifici confermano l’efficacia dello screening mammografico: in Emilia-Romagna partecipare al programma riduce la mortalità per questo tumore del 56%.

http://www.salute.regione.emilia-romagna.it/documentazione

http://www.fondazioneveronesi.it/magazine/speciali/speciale-tumore-al-seno

passi”>http://www.epicentro.iss.it>passi

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Dr.ssa Gabriella Tartarini

Direttore Sanitario Poliambulatorio Noi con Te di Finale Emilia

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